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giovedì 10 gennaio 2008

La nascita del male. Halloween: The Beginning


Dont' Fear (The Reaper)
è la canzone che accompagna l'omicidio della sorella di Michael Myers, Judith. E già questa scelta musicale fa scattare l'applauso per Rob Zombie. Un talento cinematografico che sorprende, per altro scoperto solo di recente. L'unico in grado di potersi confrontare in maniera degna con il fondamentale (e ineguagliabile, diciamolo subito) Halloween (1978) del maestro John Carpenter. Scommessa vinta in pieno, perchè era difficile mettersi in gioco con un precedente così 'ingombrante', il capostipite degli slasher movie. Halloween: The Beginning (2007) centra un sottotesto fondamentale: la genesi del male. Michael Myers è un bambino problematico (fantastico volto quello di Daeg Faerch), non ascoltato, cresciuto con una madre affettuosa e assente (bellissima come sempre Sheri Moon Zombie), un patrigno laido e ubriacone (volto da abbattere quello di William 'Cockeye' Forsythe), una sorella che lo ignora e pensa a scopare (Hanna Hall), un paio di bulli a scuola che lo tartassano e verranno ripagati. La prima parte è il cuore di tenebra del film, oscura e penetrante, una immersione nel white trash, come un romanzo di Cormac McCarthy: la provincia americana falsa e puritana che genera mostri e orrori. Le maschere di Michael, i suoi occhi e la maglietta dei Kiss restano impressi nella memoria. Così come l'incontro con il dottor Loomis (Malcolm McDowell nel ruolo che fu di Donald Pleasence) e la 'scintilla' che scatta all'abbandono, l'assassinio dell'infermiera in manicomio: cupo ralenti, grida disperate, un fermo immagine che fa sanguinare.


Il resto della pellicola è invece ordinaria amministrazione, una scorribanda di omicidi e violenze a Haddonfield. Myers (l'ex wrestler Tyler Mane) cerca la sorella Laurie (Scout Taylor-Compton - Jamie Lee Curtis resta però nei nostri cuori), l'unica sopravvissuta al suo macello. Qui siamo nei territori dell'horror ordinario e di maniera, ma Zombie è davvero abile nel farci affondare in un clima marcio, sporco e paludoso. Il finale è un urlo soffocato nel sangue e nella memoria.


Grandi attori (vanno citati Danny 'Machete' Trejo, Udo Kier, lo sceriffo Brad Dourif e il becchino Sid 'Captain Spaulding' Haig), musiche da sballo (oltre i suddetti Blue Oyster Cult e Kiss - e il mitico theme di John Carpenter -, un parterre composto da Nazareth, Peter Frampton, Alice Cooper, Misfits, Rush), un team affiatato (il direttore della fotografia Phil Pharmet, il tecnico degli effetti speciali Wayne Toth, il montatore Glenn Garlandi). Inevitabile pensare che il prossimo progetto di Rob (il cartoon The Hunted World of Superbeasto) sarà un altro gran film.

3 commenti:

amedeo anfossi ha detto...

vagliù ma come si fa a iscriversi a questo blog e non dovere registrarsi ogni volta?a mi fa impazzire sta cosa,sarei venuto a trovarvi molto più spesso sennò.comunque la cosa più bella del film è la musica,per il resto stiamo ancora al solito stereotipo padre ubriacone,mamma puttana ,sorella pure,bulli,provincia americana....se l fa sto zombie in un film horror ve bene se lo fa un'altro no.ok ci sta pure però bando agli intellettualismi:belle musiche,belle fiche e begli squartamenti questo è il film!ronaldo,ronaldo,pato,kakà

una/o dei due ha detto...

caro amedeo, è sempre un piacere leggerti. spero di riuscire a vedere un film in tua compagnia prima o poi.
una volta che sei iscritto ti devi cmq registrare con indirizzo mail e password per entrare nel blog. dai è uno sforzo fattibile per poter commentare le nostre fantastiche recinzioni.
distinti saluti,

una/o dei due

amedeo anfossi ha detto...

ahhhh marì dove mi devo registrare?spiegami proprio passo passo,tipo premi qua,vai là.......sei d'accordo col commento?cmnque scusa era ronaldo,ronaldo,kakà e pato