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domenica 6 gennaio 2008

L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford


Robert Ford è un codardo. Ha sparato e ucciso Jesse James alle spalle. In fondo Jesse faceva fuori solo gente cattiva, aveva una moglie e tre figli. E così un gesto che avrebbe dovuto renderlo immortale si trasforma per Bob in onta e disonore. The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford (L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, 2007) è un potente, sinuoso, magniloquente affresco western sulla creazione (e dissoluzione) di un mito. Se Walter Hill in I cavalieri dalle lunghe ombre (The Long Riders, 1980) ricorda le vicende dei James, Young e Miller con afflato ‘classico’ (tanto da affidare alle famiglie Carradine, Quaid e Keach il compito di totale mimesi), Andrew Dominik – già apprezzato per il sorprendente esordio Chopper (2000) – ammanta la vicenda di inquietudine, sottotesti insinuanti, una sinfonia visiva ammaliante dal ritmo lento e avvolgente.


L’immagine è un campo d’azione che si divide tra quadri sfocati, sporchi (le frequenti soggettive filtrate dai vetri delle finestre), continue scene notturne (fantastica la rapina al Glandale Train) e un respiro epico, dove il vento, i campi di grano e i pensieri diventano assoluti protagonisti. Instabilità fisiche ed emotive che ricordano da vicino lo stile e la poetica di Terence Malick, un riferimento che pare quasi inevitabile per Dominik. Il quale si avvale anche di una notevole fotografia (opera di Roger Deakins), delle suggestive musiche di Warren Ellis e Nick Cave (presente in un gustoso cameo) e di un parco attori che si presta in modo perfetto alle esigenze del regista. Brad Pitt è un Jesse James affascinante, disperato, enigmatico, spietato, reso paranoico da malattie e sospetti ed eterno da espressioni, gesti e movenze. Casey Affleck è un Robert Ford ingenuo e volenteroso, un ragazzino codardo solo per affermare se stesso in un mondo brutale con la distruzione del suo eroe (e l’entrata nell’età adulta). Peccato per Frankie James, un sublime Sam Shepard la cui parte è stata evidentemente mutilata nella versione conclusiva della pellicola (non a caso Dominik ha montato e rimontato il film 32 volte).


Il western è dunque morto? Allora viva il western. Come il Liberty Valance di John Ford, Jesse James è artefice di una saga che scatena la fantasia e alimenta l’allora nascente cultura di massa. Robert Ford è ciò che non sarà mai, resta un vigliacco, capace di ripetere fino a 800 volte in teatro quell’omicidio che gli è valso un mito negativo. Soltanto la morte riesce a metterlo in pari con il suo punto di riferimento Jesse. Perché giunge come un momento di completa, assoluta, definitiva liberazione.

1 commento:

Morris ha detto...

io sono un fan sfegatato di chopper. prima o poi devo vedere anche questo