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giovedì 29 novembre 2007

Sepolti nelle Vite degli Altri


Chi sono i buoni e chi i cattivi quando si tratta delle “Vite degli Altri”? Quando, cioè, sebbene siamo noi ad essere in gioco, non ci sentiamo, ugualmente, chiamati in causa. Chi sono i buoni e chi i cattivi se la realtà ha cominciato a sfuggirci di mano e se non riusciamo quasi più a sentire una via completamente personale fatta di soggettivi sentimenti vissuti, provati, saggiati?
Le Vite degli Altri
(Das Leben der Anderen), film di Florian Henckel von Donnersmarck, (2006), trova a queste domande delle risposte alquanto valide: non ci sono più né buoni né cattivi perché in fin dei conti, è come se la vita concernesse sempre gli Altri.
Non ci sono né buoni né cattivi perché siamo immersi in un costante stato di neutralità e ci avviamo dondolanti, verso una condizione di sepolti vivi in porzioni singole di schizofrenia.
Non ci sono né buoni né cattivi ma solo Alieni.


Il denaro come generatore di tutti i valori, sembra essere la causa di codesto status quo. Ma fermiamoci qui, non è questa la sede per effettuare ulteriori dissertazioni di tal tipo. Questa, in Realtà, non è altro che una recensione cinematografica! Le Vite degli Altri, dicevamo.
Il film, ambientato nella DDR verso la metà degli anni ottanta, narra la storia di un ufficiale della polizia segreta senza alcuna vita personale, messo a spiare uno scrittore ritenuto pericoloso per il regime.


Il cattivo comandante Gerd Wiesler - uno straordinario Ulrich Mühe - partecipando segretamente alla vita dell’artista cambierà radicalmente il proprio punto di vista su cosa sia giusto e cosa non lo sia.
La pellicola oltre che avventurarsi in una storia affascinante quanto simbolica, è realizzata con una meravigliosa maestria tecnica. Una fulminante chiarezza caratterizza inoltre le inquadrature incastonate in una fotografia limpida anche quando si abbandona alle sinuose sfumature di blu.

5 commenti:

amedeo anfossi ha detto...

Buoni,cattivi,alieni?????ma in che senso?giulia non capifco.no scherzo è un ottimo articolo,con un unizio prondissimo,che proprio mi fa venire voglia di vedere questo film.colgo l'occasione per propormi come consulente per l'articolo di prossima uscita su un posto a sole."perchè un posto al sole ancòra ci sarààààààuuàààuuàuàuwa"

amedeo anfossi ha detto...

volevo dire profondissimo,che si sappia,anzi che si seppia!

Morris ha detto...

dcisamente un bel film, fatto apposta per piacere anche agli americani (mi pare abbia vinto anche un oscar) senza perdere completamente la fattezza autorial-europea.
ulrich muhe veramente bravissimo.

una/o dei due ha detto...

Caro Morris sono d'accordissimo con te, Le Vite Degli Altri è decisamente fatto per piacere anche agli americani. Tant'è che, scherzando con l'altra/o dei due, ho detto: "E'un film bellissimo. Sembra proprio una pellicola americana!". E in effetti da un punto di vista tecnico, è molto vicino al grande cinema USA.
Ps:Premio Oscar per il Miglior Film in Lingua Straniera

una/o dei due ha detto...

Signor Anfossi, non può capire che piacere riaverla di nuovo "ospite" qui tra noi. Era tanto che non veniva a farci visita, o che almeno non ci lasciava uno dei suoi preziosissimi e graditissimi commenti. Per quanto riguarda Un Posto al Sole, non si preoccupi, l'articolo sarà scritto, sto aspettando solo l'ispirazione giusta. D'altronde la materia da trattare, lo riconoscerà anche lei, è alquanto ardua e impegnativa! Con il suo aiuto però, sono certa che ne verrà fuori qualcosa di veramente fantastico!!!!!!