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martedì 4 settembre 2007

Gonna be a rock'n'roll singer, gonna be a rock'n'roll star! Private Parts


Personaggio piuttosto sconosciuto in Italia, Howard Stern negli Stati Uniti è una celebrità. Parliamo infatti del più famoso (e aggiungeteci dissacrante, ironico, travolgente, volgare, politicamente scorretto etc. etc.) dj radiofonico americano. Una carriera fatta di gag geniali, programmi rivoluzionari, svolte improvvise e tempestose. Una vita segnata dalla passione per la radio e dalla voglia di scrollarsi di dosso quell’aspetto da nerd che sembrava precludergli ogni possibilità di successo. La sua vicenda è stata portata sul grande schermo da Betty Thomas in Private Parts (1997), film tratto dall’autobiografia del dj e interpretato da Stern stesso. Una pellicola divertente, irriverente, che non si nega qualsiasi trovata pur di tratteggiare con onestà e perizia un’esistenza così avventurosa. E che narra con sincera passione e il dovuto trasporto una età di profondi cambiamenti per la società americana, il periodo che va dagli anni ’50 agli anni ’80.

L’incipit del film è esemplare per capirne la natura: una assistente di direzione che dopo aver definito il protagonista sgradevole, offensivo, disgustoso, spiega come una volta il dj abbia bandito un concorso per premiare le migliori feci dei suoi ascoltatori. Premio per tanta merda? Un cesso gigante. Geniale, non c’è che dire. Un lungo flashback introduce le vicissitudini di Howie partendo dalla sua esibizione come Fartman/Scorreggia King (deliziosi i camei dei rocker che lo deridono: Slash, Dee Snider, Ted Nugent, Ozzy Osbourne). L’infanzia con un padre disgustoso, l’adolescenza con le sue seghe fisiche e mentali (il pene piccolo, la paranoia da spinello), l’insana passione per la radio, i primi programmi, gli insuccessi, le sconfitte, l’affermazione e le risalite. Periodi cruciali come l’incontro con la giornalista Robin Quivers (suo fondamentale braccio destro) o quello con il programmatore frustrato Kenny (sempre ottimo Paul Giamatti, assaporare il film fino alla fine dei titoli di coda per credere) dopo il trasferimento a New York per la NBC, il maggiore network radiofonico statunitense. Divertente è l'idea di usare come raccordo per i suoi spostamenti delle riprese 'amatoriali' che vedono per protagonisti freaks e drop out, trans e culturiste. Alcune situazioni sono micidiali e la comicità sgorga pura: una delle battuta più belle degli ultimi 15 anni (<Mio padre era un sincero democratico: mi ha mandato in college, modello di integrazione: seimila negri e io>), Irene la metereologa sadomaso, la radioscopata di una ascoltatrice col subwoofer, il semi amplesso in diretta con una procace ragazza nuda, l’assioma lesbiche = ascolti, il gioco delle parole pieno di 'pussy' e 'cock', la donna che ingoia un salsicciotto di 30 centimetri mentre turisti appassionati visitano gli studi della NBC.

Insomma, una commedia vera, diretta con polso e gran senso del ritmo. Che fa ridere e riflettere. Perché non si prende sul serio. Perché ci parla di noi, delle nostre passioni, della lotta quotidiana contro il potere (qualsiasi forma esso assuma). Un film che si rivela anche una riflessione attenta sui mezzi di comunicazione e di informazione. La radio è business o uno strumento creativo e assolutamente democratico? Dove arriva l’intrusione del pubblico nella sfera privata di una persona? Le parti intime del titolo sono proprio queste. Una capacità comunicativa che non si esaurisce con un programma, che è figlia di un periodo di grandi fermenti (gli anni ’70), una fase della contemporaneità che ha modificato in maniera radicale il nostro modo di parlare/vivere/essere. Ecco dunque il dominio della cultura rock (sul country ormai stantio), l’anarchismo sfrenato, fino al riflusso degli anni ’80. Momento (paradossale) che segna il definitivo successo di Stern con un raduno oceanico al Bryant Park di New York chiuso dal concerto degli AC/DC. D’altra parte lo dice il protagonista stesso in un passaggio significativo della pellicola: <Per questo film dovete mettere da parte l’incredulità>.
Ah, ultima cosa: occhio alla colonna sonora, roba da urlo. Come è giusto che sia.

'Cause the walls start shaking

The earth was quaking
My mind was aching
And we were making it and you
Shook me all night long

2 commenti:

Fabiano ha detto...

Film molto bello che beccai su Telebenevento una notte di un annetto fa.Sinceramente nn sapevo chi fosse il capellone con il completino sadomaso,anche brutto a vedersi se vogliamo, e stavo x cambiare ma mi convinse ozzy con il suo "brutto rotto in culo",o qualcosa del genere...
Grande la scena della tipa che orgasma via radio e grande No Rain sui titoli di coda!!

una/o dei due ha detto...

grazie del commento fabietto. spero il blog ti piaccia...

tra l'altro mitica telebenevento che trasmette private parts, è un film difficile da beccare in giro in tv...

comunque vero, brividi su no rain (e in generale su tutta la colonna sonora) e grandioso ozzy!

see ya in s.giorgio town